Alimentatore DC da Banco ad Alte Prestazioni

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Alimentatore DC da Banco ad Alte Prestazioni

di Keith Szolusha, Linear Technology Corp.

L’alimentatore da banco, insieme al saldatore e al multimetro palmare, è un componente necessario e indispensabile della strumentazione di ogni laboratorio di elettronica. Alcuni progetti richiedono un solo alimentatore a tensione costante ma in molti casi, per eseguire appropriatamente i test e la risoluzione dei problemi di un progetto, serve poter disporre di un’ampia gamma di tensioni e correnti.

I tempi di risoluzione dei problemi di alimentazione di un circuito si possono ridurre anche notevolmente impiegando un alimentatore regolabile dalle prestazioni elevate che sia in grado di variare la tensione e la corrente secondo le necessità. Sfortunatamente, i tipici alimentatori universali da banco regolabili sono (perlomeno nelle versioni che offrono prestazioni superiori) ingombranti e costosi e hanno varie limitazioni: non esiste un modello veramente portatile (palmare) a causa delle necessarie strutture di dissipazione termica. Inoltre anche gli alimentatori più costosi non funzionano nelle condizioni di corrente o tensione nulla in uscita, né possono offrire le stesse prestazioni nella risposta ai transitori e ai cortocircuiti come quelle ottenibili con l’alimentatore illustrato in quest’articolo.
Potete ridurre i costi e l’ingombro sul banco da lavoro costruendovi un alimentatore di alta qualità. Il componente essenziale è il regolatore lineare LT3081, unitamente ad un numero ridotto di altri componenti di facile reperibilità (vedere la Figura 1).

Figura 1. Didascalia della foto della scheda dimostrativa: Il circuito Linear Technology DC2132A è un alimentatore da banco DC efficiente, compatto e dalle prestazioni elevate.

Figura 1. Didascalia della foto della scheda dimostrativa: Il circuito Linear Technology DC2132A è un alimentatore da banco DC efficiente, compatto e dalle prestazioni elevate.

L’esclusiva combinazione del riferimento a corrente costante e dell’amplificatore di uscita a inseguimento di tensione di cui è dotato l’LT3081, permette di collegare due regolatori lineari in parallelo per ottenere in uscita correnti sino a 3A e tensioni fino a oltre 24V, entrambe regolabili. I regolatori lineari all’uscita sopprimono il residuo in alternata senza bisogno di condensatori di grande capacità; ne conseguono un’uscita DC veramente costante e dimensioni ridotte del dispositivo.
Nell’alimentatore mostrato nella Figura 2, a monte dei LT3081 in parallelo c’è un convertitore in discesa sincrono dalle prestazioni elevate, in questo caso, l’LT8612 da 40 V e 6A. Non occorrono né ventola né dissipatore di calore, contrariamente a quanto accade con gli alimentatori da banco lineari dotati di transistor di potenza, che richiedono dissipatori di calore e un flusso d’aria forzato (ventole) per smaltire in modo sufficiente il calore generato.

Figura 2. Diagramma a blocchi dell’alimentatore da banco DC a modalità mista. I componenti centrali sono gli LT3081 in parallelo, che generano l’uscita a basso ripple e stabiliscono i limiti di tensione e di corrente.

Figura 2. Diagramma a blocchi dell’alimentatore da banco DC a modalità mista. I componenti centrali sono gli LT3081 in parallelo, che generano l’uscita a basso ripple e stabiliscono i limiti di tensione e di corrente.

L’LT8612 riduce con efficienza la tensione, compresa fra 10 V e 40 V, tanto con alte quanto con basse correnti, a un valore di uscita dinamicamente adattativo che rimane appena sopra la tensione di uscita dell’alimentatore (l’uscita del regolatore lineare LT3081). L’uscita dell’LT8612 è a basso residuo di alternata e la conversione è efficiente in tutto l’intervallo di funzionamento dell’alimentatore. La perdita di potenza attraverso i dispositivi LT3081 è ridotta al minimo mantenendone l’ingresso appena sopra la tensione di caduta. Quest’alimentatore presenta anche una funzionalità singolare: è in grado di regolare fino a zero sia il limite sia di tensione sia quello di corrente. Nella Figura 3 è illustrato lo schema completo di questo interessante alimentatore DC da banco a modalità mista.

Figura 3. Alimentatore da banco DC completo: 0–24 V, 0–3 A.

Figura 3. Alimentatore da banco DC completo: 0–24 V, 0–3 A.

REGOLATORI LINEARI IN ParallelO, regolazione in tensione e corrente

I regolatori lineari vengono sovente impiegati all’uscita dei convertitori in discesa per sopprimere il residuo in alternata degli alimentatori a commutazione, influendo in misura minima sull’efficienza del circuito.
I regolatori lineari LT3081 in parallelo mostrati nelle figure 1 e 2 riducono il ripple di uscita dell’LT8612 e regolano con precisione l’uscita a tensione e corrente costanti dell’alimentatore.
L’LT3081 ha una funzionalità unica (per quanto riguarda i regolatori lineari): è collegabile facilmente in parallelo con un regolatore identico per ottenere delle correnti d’uscita più elevate.
Le figure 2 e 3 mostrano come due LT3081 in parallelo raddoppino, portandola a 3A, la corrente di 1,5A ottenibile con un solo integrato. Bastano alcune connessioni in parallelo e due piccoli resistori di compensazione per ripartire con precisione la corrente fra i due dispositivi senza alcuna perdita di precisione della tensione di uscita. Potenziometri da 10kΩ e 5kΩ di alta qualità, facilmente reperibili, assicurano la regolazione da 0 V a 24 V e da 0A a 3A quando vengono collegati ai pin SET e ILIM. Se si desidera un alimentatore un po’ più fuori dell’ordinario, si possono senz’altro adoperare dei potenziometri multi giri e di maggior precisione. Il limite minimo di corrente di quest’alimentatore è 0A! L’LT3081 garantisce di poter raggiungere una corrente di uscita nulla a condizione che il resistore ILIM presenti una resistenza inferiore a 200Ω. In serie al potenziometro ILIMIT viene inserito un piccolo resistore da 100Ω per massimizzare l’intervallo di rotazione, pur garantendo una corrente nulla quando s’impiegano due regolatori in parallelo. Anche la minima tensione di uscita dell’alimentatore può raggiungere il valore di 0 V. L’LT3081 garantisce che ciò avvenga a condizione che dall’uscita siano assorbiti almeno 4mA; il modo migliore per realizzare semplicemente questa situazione consiste nell’uso di un alimentatore negativo per assorbire 8mA dai due LT3081. Il regolatore LTC3632 a –5V produce facilmente questo carico negativo, dissipa una potenza limitata e occupa uno spazio ridottissimo sulla scheda.

REGOLAZIONE COSTANTE DEL CARICO E CURVA V-I a ginocchio

Una volta specificata accuratamente la tensione desiderata dal nostro alimentatore di precisione, questa non deve variare in funzione del carico, sia che questo aumenti o diminuisca; nelle condizioni ideali, la tensione regolata deve rimanere costante in tutto l’intervallo della corrente di carico fino al suo limite superiore (figure 4 e 5).

Current Limit 24V

Bench Supply 03c

Bench Supply 03b

Figura 4. La curva V-I dell’alimentatore mostra una regolazione del carico < 50 mV da 0 a 3 A, con riduzione drastica oltre 3,1 A.

Figura 4. La curva V-I dell’alimentatore mostra una regolazione del carico < 50 mV da 0 a 3 A, con riduzione drastica oltre 3,1 A.

 

Figura 5. Il limite regolabile di corrente sposta il punto di caduta della Figura 4 a qualsiasi valore, da 3,1 A sino a 0,0 A.

Figura 5. Il limite regolabile di corrente sposta il punto di caduta della Figura 4 a qualsiasi valore, da 3,1 A sino a 0,0 A.

L’alimentatore qui illustrato soddisfa questo requisito: l’uscita dell’LT3081 rimane praticamente costante da 0A a 1,5A. Il minimo riscaldamento del circuito integrato mantiene la regolazione sotto carico dell’alimentatore entro i 50mV per qualsiasi tensione di uscita, come mostrato nella Figura 4, anche con 15mV dovuti ai resistori di compensazione da 10mΩ. Una caduta di 1,7 V ai capi dei regolatori lineari, mentre viene erogata una corrente di 1,5A, produce un aumento di temperatura di appena 30°C con il contenitore DD, come mostrato nella Figura 6.

Figura 6. Varie scansioni termiche dell’alimentatore da banco in condizioni di alta potenza e cortocircuito mostrano che i suoi componenti rimangono a bassa temperatura senza l’uso di un dissipatore di calore o di una ventola. Da sinistra a destra: (a) VIN = 36 V, VOUT = 24 V, ILOAD = 3 A; (b) VIN = 36 V, VOUT = 3,3 V, ILOAD = 3 A; (c) VIN = 12 V, VOUT = 5 V, ILOAD = 3 A; (d) CORTOCIRCUITO ALL’USCITA, VIN = 36 V, ILIMIT = 3 A

Figura 6. Varie scansioni termiche dell’alimentatore da banco in condizioni di alta potenza e cortocircuito mostrano che i suoi componenti rimangono a bassa temperatura senza l’uso di un dissipatore di calore o di una ventola. Da sinistra a destra: (a) VIN = 36 V, VOUT = 24 V, ILOAD = 3 A; (b) VIN = 36 V, VOUT = 3,3 V, ILOAD = 3 A; (c) VIN = 12 V, VOUT = 5 V, ILOAD = 3 A; (d) CORTOCIRCUITO ALL’USCITA, VIN = 36 V, ILIMIT = 3 A

La manopola di regolazione del limite di corrente deve consentire una precisione pari a quella che si ottiene da quella di regolazione della tensione: se il limite viene impostato a 3,0A, l’alimentatore deve funzionare con un limite di corrente pari esattamente a 3,0A e non erogare in alcun caso valori superiori. Un alimentatore da banco ad alte prestazioni deve presentare una curva di regolazione tensione-corrente che rimanga piatta fino a collassare a 0 V quando viene raggiunto il valore limite di corrente. La Figura 5 mostra che l’alimentatore funziona mantenendo questo comportamento caratteristico indipendentemente dal limite impostato per la corrente.

IL CONVERTITORE SINCRONO MANTIENE un’ELEVATA EFFICIENZA complessiva

L’alimentatore portatile da banco DC può generare da 0A a 3A a qualsiasi tensione compresa fra 0 V e 24 V quando in ingresso è applicata una tensione compresa fra 10 V e 40 V, con l’ingresso ad almeno 5V sopra la tensione di uscita desiderata. L’ingresso può essere applicato da un convertitore primario AC/DC, facilmente reperibile con tensioni di 19 V, 28 V e 36 V. Si può utilizzare anche un semplice trasformatore a 24V AC , un ponte raddrizzatore e un condensatore da 10.000 µF per ottenere circa 34 V con un ripple di 1-2V.
Il convertitore in discesa a commutazione LT8612 riduce la tensione del convertitore AC/DC (compresa tra 10 V e 40 V) a qualsiasi valore compreso fra 0 V e un valore appena inferiore alla tensione d’ingresso. Il basso ripple in uscita del convertitore LT8612 viene ridotto ulteriormente di 1,7 V attraverso i regolatori lineari LT3081 in parallelo per ottenere una tensione finale stabilizzata che presenta un residuo AC quasi nullo.

L’elevata efficienza assicura un’efficace dissipazione del calore

Il convertitore in discesa sincrono LT8612 funziona agevolmente a 3A e riduce con efficienza la tensione da un valore d’ingresso di 40 V max a un valore di uscita di 1,7 V min, anche alla frequenza di commutazione relativamente alta di 700kHz, grazie al basso valore di 40ns del tempo On minimo. L’efficienza è mostrata nella Figura 7. Un’elevata efficienza ad un’alta frequenza di commutazione permette di realizzare un convertitore con pochi componenti di piccole dimensioni, che rimangono a bassa temperatura anche a potenze elevate.

LT Graph Grid 12 CS5

Figura 7. Efficienza e perdita di potenza dell’alimentatore da banco DC per le varie condizioni d’ingresso e di uscita.

Figura 7. Efficienza e perdita di potenza dell’alimentatore da banco DC per le varie condizioni d’ingresso e di uscita.

Retroazione differenziale

L’LT8612 impiega uno schema di retroazione differenziale, mostrato nelle figure 2 e 3, per regolare la propria uscita (l’ingresso della coppia di LT3081 ) a 1,7 V oltre l’uscita dell’alimentatore (l’uscita della coppia LT3081). L’LT3081 funziona in modo ottimale quando il suo ingresso è ad un valore superiore di almeno 1,5V rispetto a quello di uscita, con 1,7 V utilizzati in questo caso come margine per i transitori.
La retroazione differenziale continua ad operare anche durante i cortocircuiti e i transitori di uscita, come mostrato nelle figure 8 e 9.

8a

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Figura 8. La risposta al transitorio con uscita a 5 V, da 1 a 3 A mostra (a) un basso ripple di uscita, e (b) che l’uscita dell’LT8612 segue VOUT dell’LT3081 durante un transitorio.

Figura 8. La risposta al transitorio con uscita a 5 V, da 1 a 3 A mostra (a) un basso ripple di uscita, e (b) che l’uscita dell’LT8612 segue VOUT dell’LT3081 durante un transitorio.

9a

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Figura 9. Un transitorio a sovraccarico(a), e un transitorio a cortocircuito(b) con uscita a 5 V sono ben tollerati dall’alimentatore.

Figura 9. Un transitorio a sovraccarico(a), e un transitorio a cortocircuito(b) con uscita a 5 V sono ben tollerati dall’alimentatore.

Quando l’uscita è in corto verso massa, l’uscita dell’LT8612 la segue. Quando l’uscita aumenta bruscamente a causa della rimozione di un cortocircuito o di una regolazione effettuata con il potenziometro, l’LT8612 segue l’aumento dell’uscita dell’LT3081, cercando di rimanere a 1,7 V oltre le rapide variazioni dell’uscita. Un condensatore di uscita di capacità ragionevole, ad es. 100 µF, è sufficiente per assicurare stabilità all’LT8612 in un’ampia gamma di condizioni, mantenendo al tempo stesso una risposta relativamente veloce ai transitori, sebbene non possa mai variare tanto velocemente quanto fanno i regolatori lineari.
Questa configurazione potrebbe essere espansa per ottenere un corrente di uscita di 4,5 A mediante il collegamento di tre regolatori lineari LT3081 in parallelo. Il regolatore a commutazione non avrebbe comunque bisogno di alcuna modifica, poiché l’LT8612 offre una corrente di commutazione di picco pari a 6 A.

IL GENERATORE DI CORRENTE contro IL COEFFICIENTE DI TEMPERATURA ISET

La tensione di uscita dell’alimentatore è facilmente regolabile manualmente con un potenziometro collegato ai pin SET della coppia LT3081. Sembra abbastanza semplice che ciascuno dei pin SET generi 50 µA e che la somma delle loro correnti, moltiplicata per una resistenza regolabile, possa generare l’appropriata tensione di uscita senza componenti aggiuntivi. Ma tale corrente potrebbe non essere sufficiente per un alimentatore che debba offrire una soluzione affidabile, poiché può essere soggetta a una certa deriva in funzione della temperatura dell’LT3081.
Un modo per contrastare la deriva di corrente consiste nell’applicare al pin SET del potenziometro un valore di corrente più elevato. L’LT3092 è un preciso generatore di corrente che funziona sino a 40 V e viene impiegato per applicare una corrente costante di 2,4 mA per ottenere un’uscita di 24 V con un resistore da 10 kΩ. La sua corrente di uscita è facilmente regolabile modificando il valore dell’apposito resistore quando è necessaria una diversa tensione massima di uscita. Quest’ultima deve essere pari a 5,5 V o 15 V o 24 V quando si usa, rispettivamente, un generatore a 12 V, a 15 V o a 24 V. Nel circuito  si utilizza un interruttore per scollegare l’ingresso dell’ LT3092 quando viene aperto l’interruttore di alimentazione. Scollegando questo circuito integrato da VIN si impedisce che la sua corrente costante carichi un’uscita dell’alimentatore a vuoto, prevenendo circostanze potenzialmente dannose.

TENSIONE E CORRENTE FACILMENTE regolabili mediante la rotazione di manopole

Le funzioni dei pin SET e ILIM dell’LT3081 consentono di programmare agevolmente la corrente e la tensione di uscita a qualsiasi livello mediante un semplice potenziometro rotativo. Gli LT3081 in parallelo condividono la stessa tensione e connessione del pin SET nonché le stesse connessioni dei pin ILIM+ e ILIM. I potenziometri da 10 kΩ e 5 kΩ sono scelti in modo da offrire intervalli di uscita da 0 V a 24 V e da 0 A a 3 A (o a valori leggermente superiori per avere un lieve margine). I potenziometri sono reperibili facilmente e possono essere selezionati secondo una gamma di parametri prestazionali e di costo. L’alimentatore illustrato nella foto di pagina 12 è dotato di potenziometri a un solo giro, con alberi facilmente ruotabili e connessioni ad angolo retto alla scheda di circuiti; nel caso si decida di racchiudere la scheda di circuiti in un involucro protettivo possono essere fissati a un foro laterale di un contenitore. Alcuni modelli sono dotati di elemento resistivo in cermet,che previene la deriva in funzione del tempo e della temperatura con un valore nominale di 150 ppm/°C (rispetto alle 1000 ppm/°C di versioni standard con elementi di plastica). Anche i potenziometri di plastica meno costosi sono comunque adatti per l’uso in un normale alimentatore; in alternativa si possono impiegare potenziometri di precisione a dieci giri per una regolazione accuratissima dei limiti di tensione e di corrente.
Se la deriva di VOUT dovuta al coefficiente di temperatura ISET non rappresenta un problema, è possibile rimuovere il generatore di corrente LT3092 e sostituire il potenziometro da 10 kΩ con uno da 250 kΩ di tipo equivalente.

CONVERTITORE NegativO PER LA REGOLAZIONE A 0 V

Sebbene sia banale regolare il potenziometro SET a 0 V con un cortocircuito verso terra, occorre assorbire 4 mA dall’LT3081 affinché la sua tensione scenda a 0 V. Un precarico resistivo da VOUT a massa assorbe corrente solo quando VOUT è diversa da zero, per cui si utilizza invece un alimentatore negativo per assorbire corrente anche da un’uscita a 0 V. Il regolatore negativo LTC3632 è un piccolo generatore a −5 V che impone una corrente di −8 mA attraverso un piccolo resistore inserito ai capi di −5 V e di una VBE inferiore al livello di terra (−0,6 V). Sebbene l’LTC3632 si disinserisca quando si apre l’interruttore di alimentazione, continua a funzionare quando il circuito di alimentazione è collegato, anche quando la tensione di uscita è maggiore di 0 V. È necessario scegliere con attenzione il transistor a corrente negativa poiché il prodotto di −8mA e una caduta di tensione pari a 24,6 V può generare una quantità notevole di calore se l’impedenza termica del transistor è maggiore di 250 °C/W o se la corrente negativa viene aumentata a oltre −10 mA.

CORTOCIRCUITO E REGOLAZIONE A 0 A

L’LT3081 assicura anche la regolazione del limite di corrente 0 A indipendentemente dall’impostazione della tensione di uscita. Quando la corrente è regolata al massimo, il limite di corrente dell’alimentatore da banco è stabilito drasticamente a 3,1 A. Se si aumenta il carico oltre questo punto, la tensione collassa a zero. Un semplice giro della manopola di regolazione della corrente ne sposta il punto di caduta a qualsiasi altro valore sino ad arrivare a 0 A, come mostrato nella Figura 5.
La condizione di sovraccarico più estrema è un cortocircuito, che porta l’uscita non solo oltre il punto di intervento, ma sino a terra. L’alimentatore da banco mantiene costante senza problemi il proprio limite di corrente anche in queste condizioni, regolando l’uscita dell’LT8612 a 1,7 V e generando la corrente limitata attraverso l’LT3081 ed il cortocircuito stesso.
I risultati di un transitorio da cortocircuito sono mostrati nella Figura 9, dove si possono osservare la regolazione in cortocircuito del circuito integrato e il brevissimo picco di scarica del condensatore di uscita. La durata del picco di cortocircuito (< 10 µs) è pari a 1/500 di quella misurata in altri comuni alimentatori da banco in modalità mista ad alta potenza (con impostazioni analoghe), come mostrato nella Figura 10.

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Figure 10 (a e b). Risultati di un transitorio con il costoso alimentatore da banco in modalità mista XH100-10, che presenta una risposta lenta al transitorio e al cortocircuito in confronto all’alimentatore da banco DC descritto nel presente articolo con impostazioni simili. (c) L’alimentatore da banco Sorenson XHR100-10 in condizioni di cortocircuito con limite di 1,5 A.

Figure 10 (a e b). Risultati di un transitorio con il costoso alimentatore da banco in modalità mista XH100-10, che presenta una risposta lenta al transitorio e al cortocircuito in confronto all’alimentatore da banco DC descritto nel presente articolo con impostazioni simili. (c) L’alimentatore da banco Sorenson XHR100-10 in condizioni di cortocircuito con limite di 1,5 A.

A causa della bassa velocità dei transistor di potenza e/o della maggiore capacità in uscita, il picco di scarica a lunga durata mostrato nella Figura 10 può danneggiare i dispositivi sotto test: questo è uno svantaggio presentato dai ben più  costosi e diffusi alimentatori da banco universali comunemente utilizzati.

controllo DELL’USCITA

Per ottenere una lettura precisa della tensione, è sufficiente collegare un multimetro o un semplice display analogico all’uscita; aggiungendo un altro multimetro o display in serie all’uscita si ottiene una lettura precisa della corrente. Se si vuole evitare di aggiungere altri strumenti di rilevazione in serie all’uscita, si può utilizzare anche il terminale IMON per la conversione da tensione a corrente.

Figura 11. L’alimentatore da banco DC ha un basso ripple di uscita per un alimentatore in modalità mista con piccola COUT (60 µF).

Figura 11. L’alimentatore da banco DC ha un basso ripple di uscita per un alimentatore in modalità mista con piccola COUT (60 µF).

11bS

INGRESSO AC/DC

Questo alimentatore DC è uno strumento comodo per allestire rapidamente in laboratorio tutte le prove che richiedono la disponibilità di una sorgente di  tensione o corrente costanti; è sufficiente alimentarlo a 10-40 V DC, chiudere l’interruttore e girare le manopole. Poiché questi alimentatori portatili sono compatti ed economici, è possibile alimentarne più di uno utilizzando lo stesso generatore d’ingresso DC, in tutti i casi in cui siano sono necessarie correnti e uscite da più circuiti.
È altrettanto facile creare un alimentatore da banco completamente autonomo aggiungendo un semplice convertitore AC/DC al suo ingresso. La Figura 12 mostra un semplice trasformatore da 120 V AC a 24 V AC (5:1), un ponte raddrizzatore e un condensatore di uscita da 10.000 µF , che combinati producono 34 V DC con basso residuo di alternata.

Figura 12. La semplice combinazione di un trasformatore da 24 V CA(RMS), un ponte raddrizzatore e un condensatore costituisce un convertitore da 34 V AC/DC che offre una soluzione completa.

Figura 12. La semplice combinazione di un trasformatore da 24 V CA(RMS), un ponte raddrizzatore e un condensatore costituisce un convertitore da 34 V AC/DC che offre una soluzione completa.

Questo semplice convertitore AC/DC consente all’alimentatore di produrre un’uscita massima di 22 V.
Il ponte raddrizzatore deve impiegare diodi Schottky da 3 A o più; se questi raggiungono temperature eccessive, si può ancora evitare di aggiungere un dissipatore di calore sostituendoli con un controller di raddrizzatori a ponte di diodi tipo LT4320 e quattro MOSFET per ridurre il riscaldamento del dispositivo. La capacità del condensatore di uscita da 10.000 µF può essere modificata per regolare il residuo di uscita; alla massima potenza, un condensatore da 10.000 µF produrrà un ripple di circa ±1 V con l’ingresso DC di 34 V.
È possibile anche realizzare questo alimentatore collegando un qualsiasi convertitore universale “scatola nera” AC/DC con tensione e corrente nominali di 12–36 V e 3 A. Qualsiasi convertitore AC/DC ricavato da un vecchio laptop o acquistato in un negozio di elettronica dovrebbe funzionare; l’unica limitazione è che la tensione di uscita massima dell’alimentatore da banco deve rimanere a circa 5 V sotto il minimo valore nominale del generatore di tensione d’ingresso.

Conclusione

È possibile autocostruire un alimentatore da banco ad alte prestazioni con regolazione di tensione e corrente costanti negli intervalli 0–24 V e 0–3 A utilizzando una coppia di regolatori lineari LT3081 in parallelo, un convertitore in discesa sincrono LT8612, un generatore di corrente LT3092 e un piccolo alimentatore negativo LTC3632. L’alimentatore così concepito presenta un basso residuo AC di uscita pur richiedendo basse capacità di filtro, offre una risposta eccellente ai transitori e permette la regolazione limite sino a 0 V e 0 A; mantiene la regolazione anche durante i cortocircuiti e rimane a basse temperature senza bisogno di adottare voluminosi e costosi dissipatori di calore. È accoppiabile facilmente con un convertitore AC/DC o può essere direttamente alimentato da un generatore DC. Questo alimentatore da banco rappresenta una soluzione completa dal prezzo accessibile, è compatto e facile da costruire nonostante le sue elevatissime prestazioni.

 

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