Alimentatore “Custom”

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di Roberto Vallini

Nel mezo del cammin del mio laboratorio…mi ritrovai con una marea di prototipi”. Così vorrei iniziare questo mio primo articolo, basato sulla considerazione che essere un “Maker”, porta dei vantaggi e delle soddisfazioni a livello personale, ma, almeno nel mio caso , ci si trova con tanti prototipi, tutti funzionanti, ma da concludere, ovvero, mancano di una veste fruibile per i terzi, i quali, auspicabilmente andranno ad interessarsi di qualcuno di questi. Per cui inizierò con un progetto utile, se non indispensabile nel proprio laboratorio, un alimentatore da banco custom, dedicato ad Arduino.

L’Essenziale

Tutti quei prototipi che avete visto nella fotografia sopra, sono il frutto di tanto lavoro e tanta passione, si vedono basette con integrati, sensori PIR , azionamenti, caricabatterie, laser, vari tipi di Arduino e altro ancora. Tutti i progetti sono funzionanti, (per ovvi motivi ho dovuto scollegare e spostare parte delle connessioni) per fare stare tutto nella foto, la quale, nota bene, rappresenta solo una parte del “quantum”  del mio lavoro. Per ognuno di essi è stato necessario, predisporre una basetta, una breadboard, una MCU, un’ alimentazione, ma soprattutto tante ore al PC a caccia della libreria giusta. Ma il grosso problema è stato dare a tutti la giusta alimentazione.

Cosa mi serve

Sarebbe meglio titolare :“Cosa serve ad Arduino” ed al suo mondo. Dunque partiamo dalla alimentazione  5 Volt con presa USB. Il mio alimentatore ne fornisce ben 6,  DUE protette da fusibile sulla parte fissa del dispositivo e QUATTRO su quella che ho battezzato “Penisola 2”, di cui parlerò più avanti. Proseguiamo la panoramica. Sempre sull’alimentatore vi è una tensione DUALE, per  dispositivi vari che montano magari operazionali senza sdoppiamento “on-board” (per esempio un generatore di segnali che ho in laboratorio), ed una uscita variabile, (2,5-24 volt) la quale non supera i 500 mA, questa per gingilli vari, come piccoli motori, o bobine di relè ignoti, di fatto una uscita di testaggio.

La Penisola

Molte volte, mi sono trovato di fronte, all’esigenza di alimentare un progetto, con sensori, display, Arduino shield & board, non tutti vicini all’alimentatore. Ebbene, l’unica possibilità era quella di tirare cavi e cavetti, con diverse lunghezze, e con diversi tipi di pin, rischiando di confondere le polarità. Con questa mia idea, penso di aver scoperto “L’uovo di Colombo”, ovvero remotare le varie tensioni su una “Penisola”, attraverso un cavo di 20 centimetri. La penisola può stare a bordo, oppure , essere spostata,  per agevolare le connessioni. Su di essa vi sono alloggiati , per ogni tensione , un pin maschio, uno femmina ed una morsettiera. Sono presenti le tensioni 3,3 V, 5V e 12 Volt. Dalla penisola 1 se ne diparte una seconda, con un USB driver port a QUATTRO uscite..più di così.

 

La Penisola

ATX, che miniera!

L’alimentatore ATX che tutti conosciamo, è stata la “miniera e la sorgente da cui prelevare le tensioni, ne ho utilizzati due, uno funzionante e uno danneggiato inesorabilmente che ho svuotato per utilizzarne il case.

Da quello funzionante, attraverso un’opera di eliminazione del superfluo connettore a 24 POLI, e dissaldando molti conduttori interni, ho usato solo il cavo NERO di GND, quello ARANCIONE, per i 3,3 volt, il GIALLO, per i 12 Volt, ed il ROSSO per i 5 Volt. Il cavo VERDE, che viene usato per lo start è stato portato posteriormente , e tramite un interruttore switch , attiva l’intero sistema. Per quanto riguarda la tensione duale, ho sfruttato un cavo VIOLA (-12 V) ed il GIALLO (+12 Volt) e tramite morsettiera laterale è stato portato al case vuoto dove risiede una presa maschio, con femmina estraibile. Anche la tensione 220V, necessaria al funzionamento dell’alimentatore variabile interno è stata presa direttamente dall’attacco shuko e portata al case superiore , sempre tramite

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Informazioni sull'autore

Sono nato nel 1968, abito a due passi da Torino. Dopo aver conseguito la maturità tecnica in elettronica, ho iniziato la mia carriera lavorativa, come cablatore di quadri, mentre la sera studiavo. Mi sono infatti iscritto, successivamente, alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino, dove ho sostenuto gli esami di Filosofia teoretica, Filosofia Morale, Storia della filosofia antica, Antropologia culturale, Antropologia delle Religioni. Nel 1989 , Master Regionale, presso la Federazione Nazionale Agenti e Rappresentanti di Commercio in Psicologia delle vendite, Amministrazione aziendale, Marketing aziendale. Ho lavorato per quasi venti anni in multinazionale dell’elettronica di processo, occupandomi del settore del dialogo uomo - macchina. Partito come semplice promotore, ho raggiunto la qualifica di area manager. Successivamente ho fondato un’azienda personale, nel settore dell’elettromeccanica. Attualmente, mi occupo di informazione, come redattore presso un gruppo editoriale di cronaca. Di recente ho scoperto il mondo di Arduino, con il quale è stato “Amore a prima vista”. Ho scritto articoli per GRIX e per la rivista Fare Elettronica. Sono “Amministratore Orgoglioso” della pagina “Elettronica & Maker”, un progetto in cui credo fermamente . Spero di avere dato e di dare il mio contributo, con le mie qualità, affinché possiamo brillare nella galassia dell’editoria elettronica.

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